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Navigazione isobarica

Navigazione Isobarica

La Navigazione Isobarica nasce in seguito alla seconda guerra mondiale grazie allo sviluppo della meteorologia ed è stato il primo metodo di navigazione più semplice per trasportare dei passeggeri con sicurezza. Nascono cosi due concetti strettamente legati, che si legano al concetto di lossodromia e ortodromia:

- Navigazione a prua unica
- Navigazione di minima durata

E' noto dalla meteorologia che è possibile attraverso lo studio delle isobare individuare una linea di posizione isobarica con la direzione e l'intensità del vento. La costanza del vento si ha quando il gradiente barico orizzontale e la Forza di Coriolì (la forza che si manifesta su tutti i corpi a causa del movimento della terra ed è sempre perpendicolare alla direzione con cui il mezzo si muove) sono in equilibrio, la sua velocità dipende quindi dalla latitudine, dal gradiente barico orizzontale e dalla densità dell'aria.
La linea di posizione è un insieme infinito di punti su cui si trova l'a/m, in particolare, la linea di posizione isobarica si ottiene dall'intersezione dell'isocrona suolo con l'isocrona aria e tiene in considerazione la TAS, la GS e la PA.

Il tracciamento della rotta di minimo tempo (brachistocrona)
Il concetto di brachistocrona è stato introdotto da un meteorologo francese, il quale è giunto alla sua conclusione facendo il confronto fra il percorso al suolo e quello in aria: se si mettono in relazione i parametri di volo e si suddivide il percorso a terra in tanti tragitti, è possibile verificare punto per punto se si sta ancora mantenendo il percorso tra le due isocore. Dal punto di partenza è possibile costruire un fascio di brachistocrone scegliendo prima la TH che s'intende mantenere e facendo uno studio generale della rotta; di questo si occupa l'OTS (Organised Track System) in cui rientra l'analisi del vento (correnti a getto e monsoni). Le correnti a getto sono rilevate con dati statistici riferiti alle diverse stagioni e possono diventare molto utili alla navigazione aerea quando sono sfruttate correttamente.

Gli orari dei voli sono calcolati in conformità a:
- Correnti a getto (orario giornaliero e stagione dell'anno)
- Livelli di volo
- Esigenze commerciali

Considerazioni pratiche sulla brachistocrona
Si prende come esempio una navigazione sulla rotta Londra - New York durante i mesi invernali con una
IAS (TAS) = 200 kts ad una PA = 18000 ft e si considerano i tre tipi di navigazione:
1) Ortodromia -> 20h, 20min
2) Deriva costante -> 19h, 16min (1h, 04min)
3) Brachistocrona -> 17h, 50min (2h, 30min)
Aumentando la IAS a 240kts, si ha:
1) Ortodromia -> 16h, 00min
2) Deriva costante -> 15h, 21min (39min)
3) Brachistocrona -> 14h, 20min (1h, 20min)
All'aumentare della velocità i tre tipi di navigazione tendono a diventare di ugual tempo. La brachistocrona è utile a basse velocità ed il suo utilizzo dipende dal tipo di a/m considerato.
Se per la stessa rotta (IAS = 240kts e PA = 18000ft), si fanno le considerazioni nei mesi estivi, si ha:
1) Ortodromia -> 12h, 55min
2) Deriva costante -> 12h, 35min (20min)
3) Brachistocrona -> 12h, 23min (32min)
Lo studio di questi tre tipi di navigazione ha portato alla nascita e allo sviluppo delle rotte OTS che uniscono le caratteristiche migliori di ogni tipo di navigazione da avere cosi il massimo risparmio di tempo.

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